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Mercoledì della XXI settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari) - "Siete figli di chi uccise i profeti"

Dal Vangelo secondo Matteo (23,27-32)
In quel tempo, Gesù parlò dicendo: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che assomigliate a sepolcri imbiancati: all’esterno appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni marciume. Così anche voi: all’esterno apparite giusti davanti alla gente, ma dentro siete pieni di ipocrisia e di iniquità. Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che costruite le tombe dei profeti e adornate i sepolcri dei giusti, e dite: “Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non saremmo stati loro complici nel versare il sangue dei profeti”. Così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli di chi uccise i profeti. Ebbene, voi colmate la misura dei vostri padri».

Il Magistero di Benedetto XVI
Udienza all'"Académie des Sciences Morales et Politiques" di Parigi, 10 febbraio 2007
Una delle sfide per i nostri contemporanei, e in particolari per i giovani, consiste nell'accettare di non vivere semplicemente nell'esteriorità, nell'apparire, ma nello sviluppare la vita interiore, ambito unificatore dell'essere e dell'agire, luogo del riconoscimento della nostra dignità di figli di Dio chiamati alla libertà, non separandosi dalla fonte della vita, ma rimanendo legati ad essa. Ciò che allieta il cuore degli uomini è il riconoscersi figli o figlie di Dio, è una vita bella e buona sotto lo sguardo di Dio, come anche le vittorie ottenute sul male e contro la menzogna. Permettendo a ognuno di scoprire che la vita ha un senso e che egli ne è responsabile, apriamo la via a una maturazione delle persone e a una umanità riconciliata, desiderosa del bene comune.